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Il Primo Imperatore della Cina
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Qin Shi Huang - Il Primo Imperatore della Cina
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Cina - Primo Imperatore

Qin Shi Huang letteralmente "Primo Imperatore della dinastia Qin" è considerato il Primo Imperatore della Cina, in quanto fu il primo sovrano storico a fregiarsi di tale titolo, dopo aver riunificato nel 221 a.C. tutti i regni allora divisi sotto il suo dominio; la stessa parola "Cina" viene fatta generalmente risalire a "Qin" o "Ch'in". Qin Shi Huang è particolarmente famoso per essere stato il committente dell'imponente esercito di terracotta e l'iniziatore della muraglia cinese.

Figlio di Yíng Zichu nacque nel mese cinese zhēng e fu perciò chiamato Zhèng. L'epoca in cui nacque corrisponde all'ultima fase del periodo degli stati combattenti; dei molti staterelli in cui il Paese era diviso, ne sopravvivevano ormai solo una manciata, e di questi il regno di Qin era uno dei più potenti; per siglare le alleanze, tuttavia, era d'uso lasciare un membro della famiglia reale in ostaggio presso lo stato alleato, e Zichu era ostaggio dello stato di Zhao al momento della nascita di Zhèng, che perciò nacque nella capitale straniera, Handan. Non molto tempo dopo Zichu riuscì a fuggire da Zhao con l'aiuto del ricco mercante Lü Buwei, in tempo per diventare il re Zhuangxiang di Qin. Zhèng ascese al trono nel 247 a.C., ma aveva solo dodici anni e mezzo, perciò fu affiancato da un reggente,
dalla cui custodia riuscì a liberarsi solo nel 238 a.C. con un colpo di stato. Una volta assunto il controllo dello stato di Qin mosse le sue armate contro lo stato di Han, sul quale ebbe la meglio nel 230 a.C.; seguirono Wei (225 a.C.), Chu (223 a.C.), Zhao e Yan (222 a.C.), e infine Qi (221 a.C.). Dopo aver riunificato la Cina l'imperatore si dedicò a rafforzare il suo dominio e la sua amministrazione, e questa fu una delle cause che lo spinsero a collegare le varie mura erette durante il periodo degli stati combattenti in quello che divenne il primo nucleo della grande muraglia cinese, sebbene oggi resti ben poco delle mura dell'epoca.

Secondo una nota tradizione, nella sua vecchiaia l'imperatore divenne ossessionato dall'idea di ottenere l'immortalità; visitò tre volte l'isola di Zhifu, sulla quale si diceva esistesse una montagna dell'immortalità (la sua presenza sull'isola è confermata da due iscrizioni), e inviò uno degli isolani, Xu Fu, a cercare la leggendaria terra di Penglai, dove vivrebbero gli immortali; secondo la leggenda costoro non tornarono mai dall'imperatore,
temendone la furia, e si stabilirono invece in Giappone. Durante uno dei suoi numerosi viaggi per ispezionare l'efficienza dell'amministrazione imperiale, nel 210 a.C., morì nel suo palazzo di Shaqiu; secondo la leggenda, i suoi dottori avevano confezionato delle pillole che avrebbero dovuto renderlo finalmente immortale, ma ironicamente queste contenevano mercurio e lo avvelenarono. Fu poi sepolto nel mausoleo che si era fatto costruire ad Est del monte Lishan, oggi patrimonio dell'umanità e famoso per l'imponente esercito di terracotta sepolto con l'imperatore.

Conquistata l'intera Cina, il Primo Imperatore si accinse a realizzare una serie di riforme che avrebbero lasciato un'impronta indelebile sulla successiva storia cinese. Il primo decreto imperiale segnò l'abolizione del regime feudale, al fine di evitare il riproporsi di situazioni come il caos politico del periodo degli stati combattenti; l'impero fu diviso in 36 governatorati , pinyin jùn,
amministrati ciascuno da un governatore civile , pinyin shōu e da un governatore militare , pinyin wèi, entrambi di nomina imperiale. La capitale fu posta a Xianyang, vicino l'odierna Xi'an, già capitale di Qin e nella quale ordinò che si trasferissero tutti i membri delle precedenti famiglie reali, in modo che fosse possibile sorvegliarli e prevenire loro ribellioni. Le unità di misura furono standardizzate, e in particolare fu uniformato lo scartamento assiale dei carri, in modo che questi fossero liberi di circolare agevolmente nelle nuove strade imperiali; fu creata infatti una vasta rete di strade e canali per agevolare il commercio, ma anche le marce militari verso le province più lontane. La moneta del regno di Qin fu imposta a tutto l'impero. I caratteri di scrittura in uso nello stato di Qin furono modificati e imposti a tutto l'impero unificando per la prima volta la scrittura cinese.

Fonte Wikipedia

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