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La Grande Muraglia Cinese
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La Grande Muraglia Cinese
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Grande Muraglia Cinese

La Grande Muraglia, una delle meraviglie della Terra, rappresenta duemila anni di storia della Cina e, con i suoi seimila chilometri di lunghezza, risulta essere l'opera difensiva più estesa al mondo. .Alta da cinque a dieci metri e perfettamente adattata alla conformazione del territorio, la Grande Muraglia ha grandissima importanza strategica e un valore ingegneristico e architettonico senza pari. La Grande Muraglia (o Muraglia Cinese) è il nome dato dagli occidentali al sistema difensivo più ambizioso della storia dell'Umanità, costruito per evitare le invasioni barbariche durante il Regno di Mezzo. La lunghezza approssimativa di questa gigantesca opera muraria, oggi parzialmente distrutta, e di circa 6300 chilometri, lungo i quali si ergono 25.000 torri. Presso Nan-K'ou la Grande Muraglia si suddivide in due parti, dette rispettivamente pien cheng (muro di frontiera) e chan cheng (le lunghe mura) o wan-li cheng (la muraglia dei diecimila li) riunificandosi poi nello Shanxi.

LE PRIME MURAGLIE L'orografia accidentata del territorio cinese, insieme alla presenza dell'Oceano Pacifico e a particolari condizioni climatiche, ha reso sempre difficile la penetrazione nell'immenso Paese asiatico, favorendo il suo isolamento. La Cina, inoltre, è circondata da una serie di barriere naturali difficili da valicare, il cui unico punto debole si trovava a nord, ai limiti del Deserto del Gobi, nelle grandi steppe degli Hiong-nu (Unni), temibili guerrieri che attraversavano il Fiume Giallo per saccheggiare il territorio cinese. La paura suscitata dalle orde unne negli animi dei pacifici Cinesi
fu la prima molla che li spinse alla costruzione della Grande Muraglia. Nel XV secolo a.C. le cronache della Cina settentrionale riportano il nome della prima dinastia regnante, quella degli Shang, i cui sovrani si distinsero per l'interesse nei confronti dell'arte e della cultura. Verso il 1100 a.C. la pace e la tranquillità furono minacciate da una tribù che viveva oltre la riva occidentale del Fiume Giallo, i Chou. Essi rovesciarono l'ultimo sovrano Shang e imposero una nuova dinastia che si protrasse fino al periodo definito "dei Regni Combattenti". Questi potentati lottarono tra loro con accanimento dal 403 fino al 221 a.C. In questa fase furono erette le fortificazioni di una primitiva muraglia, destinate a proteggere i regni gli uni dagli altri e a difenderli dalle tribù barbare stanziate più a nord. Una cinta in direzione del mare venne costruita nel territorio degli Wei, i quali ne edificarono anche una seconda, più a nord, per proteggersi dai Chao e dagli Ts'in (Qin). Nel 246 a.C. un re chiamato Cheng salì sul trono degli Ts'in e in pochi anni sconfisse tutti i nemici. Nel 221 a.C. si autoproclamò imperatore con il nome di Qin Shihuang e una delle sue prime azioni di governo fu quella di far ispezionare la frontiera settentrionale, in cerca di una soluzione per neutralizzare il pericolo rappresentato dalle tribù del nord. Fu deciso di rafforzare le muraglie esistenti e di costruirne altre fino a riunirle in un unico tratto lungo circa 3000 chilometri.

UN ESERCITO DI OPERAI Iniziò così la costruzione della Grande Muraglia, nella quale furono impiegati oltre 300.000 uomini. I massacranti ritmi di lavoro causarono la morte di moltissimi operai che, secondo gli storici, furono sepolti all'interno della muraglia stessa. Fra il 215 e il 206 a.C. la gigantesca opera fu conclusa con le fortificazioni e le annesse cittadelle. L'altezza della Muraglia variava dai cinque ai dieci metri e il suo tracciato sfruttava l'orografia del terreno, adattandosi alle necessità difensive. Il materiale utilizzato era costituito essenzialmente da terra
pressata, coperta con pietre e mattoni che le davano la consistenza necessaria. Ma non dappertutto furono utilizzati gli stessi materiali. Le torri di guardia, poste a intervalli regolari, ospitavano i soldati dei corpi di guardia che comunicavano tra loro per mezzo di un ingegnoso sistema di banderuole di giorno e di falò durante la notte. L'efficienza delle comunicazioni era tale che l'esercito cinese poteva essere mobilitato in pochissimo tempo e spostarsi lungo il tracciato della Muraglia. Durante il suo regno l'imperatore Qin Shihuang riuscì a unificare la lingua, le unità di misura e dii peso, gli orari e l'amministrazione, configurando, in questo modo, un potente Stato unitario in cui la legge del taglione imperava come principale sistema giuridico. Un'ulteriore prova della grandezza di questo sovrano fu scoperta per caso nel 1974, quando un gruppo di contadini che stava scavando un pozzo nei pressi del Monte Li s'imbattè nella galleria che conduceva al mausoleo dell'imperatore. Gli scavi, non ancora conclusi, hanno portato alla luce un esercito di oltre 7.000 soldati riprodotti a grandezza naturale. La cosa più sorprendente è che ogni soldato ha i tratti del volto personalizzati ed è di altezza diversa. Alla morte dell'imperatore Qin Shihuang salì al trono suo figlio, un despota che morì suicida dopo un'insurrezione. Kao-tsu, il generale che aveva capeggiato la rivolta, si proclamò nuovo imperatore dando origine alla dinastia Han, destinata a regnare dal 202 a.C. al 220 d.C.

SEIMILA CHILOMETRI DA EST A OVEST Gli Han rafforzarono la Grande Muraglia, allungandone il tracciato a 6.000 chilometri, da Dunhuang, a occidente, fino al Mare di Bo Hai, a Oriente. Qui la fortificazione inizia presso le acque del Golfo di Bo Hai, nella località chiamata "la vecchia testa del drago". La vicina città di Shanhaiguan mantiene viva la leggenda di essere la "porta fra il mare e la montagna" perché l'estremità orientale della muraglia è detta la "prima porta sotto il cielo". All'estremità opposta, il forte Jiayu è chiamato il "primo passo inespugnabile
sotto il cielo"; fra i due luoghi ci sono circa 4.000 chilometri di distanza in linea d'aria e una muraglia di oltre 60.00. Ai tempi di Wu (140-87 a.C), uno dei principali imperatori della dinastia Han, i bellicosi Hiong-nu del nord crearono una confederazione che raggruppò Mongoli. Tungusi e Turchi, con lo scopo di invadere la Cina. La Grande Muraglia, tuttavia, si rivelò inespugnabile: l'esercito cinese si concentrò lungo la linea difensiva e, nonostante i loro sforzi, gli Hiong-nu e i loro alleati non riuscirono a superarla. Nel 184 d.C. scoppiò una grande rivolta popolare dei "Turbanti Gialli", i cui capi si ispiravano ai principi del taoismo. La dinastia Han, la cui autorità era da alcuni decenni solo nominale, fu sconfitta e la sua caduta significò anche la lenta decadenza della Grande Muraglia. Neppure la dinastia T'ang, che regnò dal 618 al 907, si interessò alle mura, in quanto la potenza militare cinese di allora le rendeva superflue. Nel XIII secolo Gengis Khan, al comando delle tribù mongole, penetrò in Cina. La capitale Hangzhou cadde nelle sue mani nel 1276 e le province del sud rimasero definitivamente unite all'Impero Mongolo degli Yuan. Era la prima volta che l'intero territorio cinese risultava dominato da una popolazione non indigena. La capitale fu trasferita a Cambaluc (l'attuale Pechino).

Fonte www.in-sieme.it

Entra nella sezione Documentari, e guarda il documentario sulla Grande Muraglia Cinese

 
 
 
 

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